Sfregia l’ex con l’acido e cerca di evirare l’amante: in carcere studentessa della Bocconi

Martina Levato (23 anni) e Alexander Boettcher (30 anni)

Martina Levato (23 anni) e Alexander Boettcher (30 anni)

A maggio avrebbe tentato di evirare un compagno di università con un coltello, la scorsa domenica ha gettato in faccia a un ex fidanzato dell’acido muriatico mentre l’attuale compagno cercava di colpire il malcapitato con un martello. Eppure Martina Levato (23 anni di Bollate), studentessa all’università Bocconi, di fronte all’evidenza dei fatti è apparsa “reticente, falsa e spocchiosa” come sottolinea il pubblico ministero.

L’agguato con l’acido

Un passo indietro. Erano giorni che P.B., un ragazzo di 22 anni residente a Boston ma originario di Milano, riceveva strane telefonate da un corriere che gli annunciava la consegna di un pacco. La persona all’altro capo del telefono sembrava sapere che il giovane, ex studente del liceo classico Parini, sarebbe ritornato per le vacanze natalizie nella casa di famiglia a Milano. Così il finto corriere gli aveva dato appuntamento alle 18 di domenica 28 dicembre in via Giulio Carcano per portargli la misteriosa scatola sul cui contenuto, al telefono, non voleva sbottonarsi.

P.B. si presenta all’appuntamento con il padre. Pochi attimi. Una donna coperta con un cappuccio gli si avvicina veloce con un secchiello di plastica in mano. Gli rovescia addosso il contenuto. Acido muriatico. Il viso del ragazzo inizia a bruciare e la vista si offusca. A pochi passi, un uomo brandisce un martello e tenta di colpire il giovane. Il padre assiste alla scena e si avventa sull’uomo mentre la ragazza scappa. Riesce a trattenerlo e a chiamare l’ambulanza che porterà il figlio al pronto soccorso del Niguarda. I medici gli daranno sessanta giorni di prognosi per le profonde ustioni al volto e alle mani. Ma la Polizia, grazie al sangue freddo del padre, ha arrestato l’uomo col martello: Alexander Boettcher. Origini tedesche, ha trent’anni ed è sposato ma, come scoprono gli investigatori, ha una relazione con una giovane studentessa della Bocconi. Il cerchio si stringe.

Le indagini: studiavano allo stesso liceo

Boettcher non ha alcun motivo per sfregiare con dell’acido il 22enne milanese. E’ un trader in Borsa per un’agenzia immobiliare ed è stato candidato alle ultime elezioni regionali della Lombardia nel partito di un ex ministro dell’economia. Due case, una in cui abita con la famiglia e la seconda che ha preso in affitto. E’ in quest’ultimo appartamento che i poliziotti rinvengono una boccetta di acido muriatico, un bisturi e del cloroformio. Nonostante la moglie, il tedesco intratterrebbe relazioni con altre donne tra cui una studentessa diplomata al liceo classico Parini, Martina Levato. Ecco il collegamento che gli investigatori cercavano.

Levato, negli anni precedenti all’università, avrebbe frequentato il 22enne sfregiato, conoscendolo proprio tra i banchi del Parini. I due, secondo il racconto della giovane, avrebbero riniziato a scriversi tramite Whatsapp ma il rapporto sarebbe degenerato con continui messaggi e telefonate ricevute dall’America. E’ quanto racconta la donna scegliendo, a differenza del 30enne, di parlare con i giudici e, di fatto, confessando di aver colpito il ragazzo con l’acido.

Secondo gli investigatori, invece, Levato e Boettcher hanno cercato di coinvolgere nel loro “triangolo amoroso malato” anche P.B. che non voleva però intrattenere rapporti con la coppia, disgustato da alcuni messaggi molto espliciti della donna. “La questione è molto chiara. Le responsabilità sono acclarate da ogni evidenza e da diversi testimoni. Anche la dinamica appare particolarmente chiara”, dichiara il pubblico ministero Marcello Russo secondo cui Levato è “una bambina bocconiana trovata con le mani nella marmellata, reticente, falsa e spocchiosa”. La ragazza si sarebbe assunta ogni responsabilità del gesto, tentando di scagionare goffamente il compagno tedesco. “Non ha voluto dire chi abbia teso la trappola”, prosegue Russo. Secondo il pm, dunque, non ci sono dubbi che la donna nascosta dal cappuccio che ha gettato l’acido addosso a P.B. sia Martina Levato.

Il precedente: “Ha tentato di evirarmi”

Per entrambi gli arrestati, emergono scheletri dal passato. Il fidanzato tedesco dieci anni fa patteggiò una condanna per aggressione. Ben più gravi invece le accuse che uno studente universitario muove alla Levato. Secondo il ragazzo, che ha presentato denuncia a maggio, la 23enne avrebbe tentato di evirarlo con un coltello durante un rapporto sessuale in auto. La donna ha detto durante l’udienza di convalida dell’arresto, lunedì, di averlo precedentemente denunciato lei stessa per violenza sessuale.

In merito al bisturi, trovato nell’appartamento in affitto, Boettcher sembra abbia dichiarato agli investigatori che lo usava per incidere sul corpo delle amanti il suo nome. I giudici hanno allora domandato alla ragazza bocconiana se la cicatrice che ha sulla guancia destra, sia opera del suo compagno. Levato avrebbe però risposto che è frutto di un errore di un tatuatore.

“Si valuti se è capace di intendere e volere”

“Si valuti la capacita di intendere e di volere della ragazza”. E’ la richiesta che il legale difensore di Martina Levato ha fatto di fronte ai giudici. Secondo l’avvocato “non c’è flagranza e neppure semi flagranza” del reato perché “la ragazza è stata arrestata a casa sua diverse ore dopo il fatto”. Pertanto il legale ha richiesto gli arresti domiciliari a casa dei genitori, a Bollate. Di parere contrario il giudice che ha definito la ragazza come un soggetto ad “elevata pericolosità sociale”. I “gravi indizi di colpevolezza” giustificano quindi la detenzione in carcere. La studentessa e il compagno (che si è avvalso della facoltà di non rispondere) sono stati tradotti nel carcere di San Vittore in attesa del processo per direttissima fissato per giovedì 8 gennaio.

P.B. intanto rimane in ospedale dove i dottori lo hanno operato a un occhio, rimasto danneggiato durante l’aggressione. Il giovane non sarebbe in fin di vita ma ha ustioni di terzo grado al volto, all’addome e agli arti inferiori. Le condizioni sono state definite comunque “gravi” dal dirigente delle volanti della Polizia di Milano, Maria Jose Falcicchia. (Aggiornamento 31/12: si aggravano le condizioni del ragazzo, secondo i medici rischia di perdere l’occhio colpito dall’acido.)

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Davide Casati

Giornalista
Nato sulle rive di "quel ramo del lago di Como" nel 1990. Ha collaborato con Panorama, Radio Popolare, Lettera43 e come fotografo per le agenzie Demotix e Infophoto.