Yara, difesa punta su un operaio romeno per scagionare Bossetti

Yara Gambirasio e Massimo Giuseppe Bossetti

Un operaio trentenne, tornato precipitosamente in Romania, con un’amica di nome Yara che abita nella Bergamasca. E’ l’appiglio a cui si starebbe aggrappando la difesa di Massimo Giuseppe Bossetti, il muratore accusato di aver ucciso la tredicenne Yara Gambirasio, per scagionare il suo assistito.

I fatti. Nelle scorse settimane l’avvocato Claudio Salvagni ha ricevuto due lettere scritte da una donna residente fuori dalla Lombardia. La signora chiedeva urgentemente di incontrare il legale difensore di Bossetti per riferirgli di un operaio rumeno che conobbe nel 2010, l’anno della scomparsa di Yara, e che secondo lei potrebbe essere coinvolto nell’uccisione della ragazza. A raccontare quanto riferito dalla super testimone della difesa è il criminologo investigativo Ezio Denti invitato come ospite in una televisione locale. L’esperto è consulente della difesa e ha incontrato in venti diverse occasioni la signora per verificare la veridicità del racconto.

Secondo quanto riferisce anche Gabriele Moroni sul Giorno, la donna cinque anni fa rimase in ospedale per diverso tempo a causa di una frattura alla gamba. Nella stessa stanza del nosocomio era ricoverata una signora che aveva alle dipendenze alcuni operai tra cui un giovane rumeno di trent’anni in cerca di casa. La testimone della difesa, parlando con l’altra degente, si offrì di trovare un appartamento in affitto all’operaio. La trattativa non andò a buon fine ma la testimone avrebbe comunque concesso al giovane di utilizzare un locale.

Il giorno della scomparsa di Yara Gambirasio, 26 novembre 2010, la signora sembra ricordare che l’operaio rumeno si presentò da lei chiedendole di fargli fare una doccia. Il giovane spiegò di dover ritornare in Romania per assistere la madre malata ma, prima di compiere il viaggio, le disse che sarebbe passato a trovare un’amica di nome Yara che abitava nella Bergamasca. Nei giorni successivi il trentenne, arrivato in Romania, telefonò alla signora che lo aveva aiutato, per farle sapere che il viaggio era andato bene.

Alla donna pare essere venuto il sospetto che quell’operaio conoscesse proprio  Yara Gambirasio e che il viaggio non fosse altro che una fuga da un terribile delitto. La difesa di Bossetti starebbe cercando di risalire all’identità del rumeno per scoprire dove si trovi attualmente. Interpellato dal Corriere della Sera, l’avvocato Claudio Salvagni, prima che la storia fosse resa nota, aveva detto: “Stiamo verificando la veridicità di alcune parole che ci sono state riferite da un testimone. Se tutto venisse confermato e fosse riscontrato ci rivolgeremmo direttamente alla Procura della Repubblica di Bergamo”.

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Davide Casati

Giornalista
Nato sulle rive di "quel ramo del lago di Como" nel 1990. Ha collaborato con Panorama, Radio Popolare, Lettera43 e come fotografo per le agenzie Demotix e Infophoto.